Viaggio in autostop: le regole da osservare

In alcuni paesi si agita il braccio, in altri si mostra il palmo della mano, ma nella maggior parte delle nazioni il segnale inequivocabile dell’autostoppista che chiede un passaggio  è quello del pollice in su. Perché un viaggio in autostop non si tramuti però in una brutta esperienza, è fondamentale seguire alcune regole.

Se suonano i campanelli d’allarme

La prima riguarda il gentil sesso: si consiglia di evitare assolutamente di fare l’autostop da sole. E se proprio non se ne può fare a meno, è consigliabile accettare passaggi unicamente da famiglie e altre donne .  Per una donna sola accettare un passaggio in macchina da un uomo, significa esporsi a rischi inutili. Per tutti vale invece la regola di aspettare qualche minuto di salire a bordo dell’autovettura che si è fermata. Giusto il tempo necessario di lanciare uno sguardo nell’autovettura e al suo conducente per capire se lui e gli eventuali altri viaggiatori vi sembrano tipi affidabili. Una brutta sensazione è un segnale che non si dovrebbe sottovalutare: spesso l’istinto vale più di mille ragionamenti. Anche il successo nel  trovare un’anima gentile che accolga l’autostoppista e lo porti a destinazione, è ovviamente soggetta ad alcuni accorgimenti.

Il galateo dell’autostoppista

Certamente una persona curata ha maggiori probabilità dell’autostoppista dall’aspetto sporco o trasandato. Anche il guidatore più disponibile ha qualche i timore nel dare un passaggio a uno sconosciuto e cerca segnali che lo inducano a fidarsi della persona che sta caricando. Senza aggiungere che nessuno desidera allevare pulci nella propria autovettura.  Spesso l’attesa può essere lunga e snervante. Lo sarà meno se ci si munisce di cibo, acqua e un ombrello o un impermeabile per fronteggiare una pioggia improvvisa. E’ più difficile essere caricati se si lasciano pozzanghere nell’autovettura. Inutile aggiungere che un comportamento educato è indispensabile per non essere scaricati cento metri più avanti da dove si è saliti. Con un po’ di sensibilità è possibile immediatamente capire se il guidatore ha piacere a conversare.  A quel punto due parole gentili sono il minimo per ricambiare la cortesia del passaggio rimediato.

Grazie all’avvento di internet, oggi l’autostop si fa anche in rete. Diversi siti danno la possibilità, previa iscrizione, di inserire la tratta del proprio viaggio e di visualizzare chi quella tratta la percorre ed è disponibili a dare un passaggio all’autostoppista virtuale. Uno di questi è il sito Roadsharing.com, disponibile in ben cinque lingue, che oltre alla creazione di un punto di contatto tra autostoppisti e guidatori, si prefigge di contribuire così alla riduzione dell’inquinamento ambientale.

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