Proteggere la pelle durante i viaggi in posti caldi

Se abbiamo scelto di fare un viaggio verso una località molto calda dobbiamo prepararci per affrontare il clima. Sicuramente è molto gradevole sfuggire all’inverno rigido per trascorrere una vacanza da “estate fuori stagione“ ma per la nostra pelle il soggiorno al sole potrebbe non essere altrettanto piacevole.

Il primo consiglio è richiedere un consulto preventivo ad un dermatologo e documentarsi su siti che parlano di dermatologia.Infatti la cute è sensibile ai raggi solari e cerca di ripararsi in modo naturale dai raggi ultravioletti producendo la melanina, il pigmento brunastro tanto ambito perché l’unico responsabile della nostra abbronzatura.

Oggi la dermatologia ha ormai completamente dimostrato che gli UV che la pelle assorbe nel corso degli anni alterano la struttura della cute, portando nei casi più gravi a malattie (fra cui il pericoloso melanoma) e in quelli più blandi a un precoce invecchiamento con la formazione di rughe.

Abbronzarsi va bene, e il sole non deve essere temuto in assoluto, anzi è di vitale importanza – per esempio per la sintesi della vitamina D – ma solo se ci si espone in modo graduale, evitando l’ora di punta (quando le ombre sono assenti) e applicando un filtro solare.

Quando si fa un viaggio non sempre è possibile rispettare pienamente i primi due punti: l’esposizione graduale e la rinuncia ad alcuni orari si scontrano con l’esigenza di spostarsi, prendere coincidenze, incastrare gite ed escursioni, talvolta – inutile nasconderlo – dispiace anche non “ sfruttare “ tutti i giorni a disposizione.

Per questo occorre almeno non transigere sulla crema solare, disponibile anche in spray e stick, che agisce costruendo una barriera artificiale contro i raggi ultravioletti. Secondo gli esperti di dermatologia questa protezione è fondamentale almeno finché la cute non ha ancora stimolato a sufficienza la secrezione di melanina, un filtro naturale contro i raggi UV.

Ciascuna lozione presenta un numero, il fattore di protezione, che è un valore moltiplicatore rispetto al tempo: ad esempio 15 significa che un eritema solarecausato dai raggi ultravioletti comparirà, spalmando il filtro solare, in un tempo quindici volte superiore alla cute non trattata. Una pelle molto chiara potrebbe aver bisogno anche di un fattore 50+ i primi giorni, ed eventualmente si potrebbe scalare a un fattore inferiore man mano che ci si abbronza.